QATAR 2022 - Day 10
Un calcio alla Politica, un inno di speranza per la popolazione. Questo ha rappresentato L'Iran a Qatar 2022
"VOLEVAMO SOLO ESSERE EROI!"
Sfuma nella partita decisiva, il sogno storico degli Ottavi di finale per l'Iran. All' "Al Thumama Stadium" passano gli USA per 0-1
E' stato sicuramente, in toni contrastanti, il mondiale dell'Iran. Squadra che ha fatto parlare di sé sia per le buone prestazioni in campo, sia per la situazione politica in cui versa il paese. Perché se in tutto il marasma politico che circonda questo assurdo Mondiale, la squadra di Queiroz ha rischiato di raggiungere un traguardo storico, le notizie che arrivano dal regime sono sempre più preoccupanti. Milioni di tifosi hanno seguito la nazionale in questa avventura Qatariota, hanno gioito e hanno pianto, ma soprattutto si sono uniti, tramite la nazionale, tramite il calcio in una protesta contro un governo autoritario folle ed increscioso. Tutto parte a metà settembre, con la notizia dell'assassinio di Masha Amini, picchiata e uccisa perché non indossava correttamente l' "Hijab", velo che è stato imposto alle donne dall' Ayatollah Khomeini nella rivoluzione islamica del 1979. Ed è proprio questa mancanza di diritti e di libertà nei confronti delle donne, che ha spinto tante persone in tutto il mondo a scendere in piazza e a manifestare. Proteste che hanno coinvolto anche i giocatori della Nazionale iraniana, che già da prima dell'inizio della competizione mondiale avevano dichiarato il loro dissenso contro questo regime, e che li ha portati a non cantare l'inno nella partita d'esordio contro l'Inghilterra, suscitando però la furia del regime. Difatti, già dal secondo match contro il Galles, i giocatori sono tornati a cantare l'inno, e dalla tribuna si sono scorsi visi in lacrime di tifosi e donne, che in questa squadra e in questa avventura mondiale, riponevano tutte le loro speranze di mostrarsi al mondo, nella loro fragilità, nella loro sofferenza. Tante volte in passato grazie al calcio le situazioni politiche di diversi paesi sono state messe in risalto, ed è per questo che l'Iran non aveva solo un obiettivo calcistico nel proseguire la sua corsa a Qatar 2022, ma rappresentava anche un popolo che è stanco delle proprie tradizioni, e che vuole arrivare ad avere una vita normale. Intanto è notizia delle ultime ore, che un'altra ragazza di 16 anni è stata massacrata dalla polizia, nel Sud dell'Iran. Si chiamava Mahak Hashemi e invece dell' Hijab, indossava un cappellino da Baseball, come gesto simbolico a sostegno delle proteste per chiedere diritti e libertà. Non dimentichiamoci ora dell 'Iran.

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